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Angelica Paola Antonia Negri

Angelica Paola Antonia Negri

(Castellanza 1508 - Milano 1555)

Altra figura di straordinaria im­portanza, che nel passato fu mol­to discussa e combattuta, ma che oggi viene messa nella giusta luce, è quella dell'Angelica Negri.

 

Tra le prime religiose che vissero intensamente la robusta spirituali­tà paolina emerge la figura di questa donna autoritaria e pateti­ca, da tutti chiamata «divina ma­dre» e consultata «come un ora­colo», paragonabile a S. Caterina da Siena per l'enorme fascino esercitato su persone di ogni ceto sociale.

 

Il suo epistolario è un documento di mirabile afflato mistico e di grande vigore letterario, da af­fiancarsi ai capolavori della lette­ratura cattolica cinquecentesca, meritevole di essere maggiormen­te conosciuto e valorizzato.            

 

Nata a Castellanza (Varese) nel 1508, ebbe un fratello Barnabita e due sorelle Angeliche.     Nell'«Ora­torio dell'Eterna Sapienza» di Mi­lano incontrò dapprima fra Batti­sta da Crema e poi Antonio M. Zaccaria, che sarà per sempre un suo fervente ammiratore.

 

Maestra delle Novizie a soli 28 anni, fu invitata in alcune città del Veneto, dove svolse un'attivissima missione di carità.

 

Molti personaggi, uomini e don­ne, divennero suoi figli spirituali, circondandola di immensa stima e venerazione. Dio la dotò di doni carismatici: spirito di discernimen­to e di preghiera, parola ardente e trascinatrice, forza d'animo e capacità di guida.

 

Il 28 aprile 1548 viene descritta da un testimone «abbracciata alla croce», in mezzo all'assemblea dei Barnabiti e delle Angeliche a Milano, «con effusione di lacrime e rapita in eccesso di mente», dialogando con il Signore, quasi in estasi».

 

Dopo l'ingiusta espulsione dal ter­ritorio di Venezia dei «Paolini», la Negri venne relegata in un con­vento di Clarisse, dove rimase per due anni separata dai suoi e mol­to malata.

Morì il 4 aprile 1555, assistita dal­la contessa Torelli e da pochi inti­mi.